“Telefono senza fili” …seconda puntata

Telefono senza fili

di Chiara Marchesin

 

Telefono senza fili è una rubrica che ha come unico scopo quello di raccontare raccontandosi.

È un modo stravagante di conoscere chi sta intorno a noi e fa parte dell’associazione, valicando qualsiasi muro generazionale o fisico, per creare amicizia. Quale sarebbe il miglior modo di raccontarsi se non con un libro?

Il libro che ricalca la sagoma della vostra persona o che rappresenta tutto ciò che vorreste trovare in un consiglio di lettura o che vi suscita un emozione ancora intatta, che consigliereste con tutto il cuore anche a degli sconosciuti perché ‘ne vale la pena’.

Sperando questo progetto possa creare una rete di appassionati ascoltatori e consiglieri, vi invitiamo a mandare un vostro contributo all’indirizzo e-mail chiarmar3@gmail.com

 

Il mio libro del cuore…

di Eleonora Rossi

 

il primo titolo che mi viene in mente è La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani (Longanesi). Ho molti libri ai quali sono affezionata, ma questo volume si merita un posto di pregio nella mia biblioteca personale, perché l’ho letto e riletto ripetutamente in questi anni, in cerca di ispirazione, in cerca di risposte. È un libro scritto a quattro mani: Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita. Tiziano Terzani, gravemente ammalato, al capolinea dell’esistenza, ripercorre insieme al figlio, in un dialogo onesto e appassionante, la sua vita di giornalista e di viaggiatore. Di uomo.

E Terzani racconta con quella sincerità che ha il coraggio di esprimere solo chi sente avvicinarsi l’ultimo viaggio: parole autentiche, di verità dinanzi alla morte.

Il libro è una sorta di testamento spirituale in cui l’autore si sofferma sulle immagini e i ricordi più cari: sa guardare il dolore, le aspirazioni, i traguardi. E il suo è uno sguardo assorto, un misto di saggezza, leggerezza ed ironia: «Voglio morire ridendo».

Già il titolo del libro racchiude una speranza: l’idea di una circolarità dell’esistenza umana, di una coincidenza tra fine e inizio, come nel compiersi perfetto di un cerchio: «Una strada c’è nella vita, e la cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici ‘Oh, ma guarda, c’è un filo!. Quando vivi, non lo vedi, il filo, eppure c’è».

Questo libro lo sento vicino perché io amo vivere con passione e intensità, con la curiosità e lo spirito di un viaggiatore. Quello che cerco di fare ogni giorno – come insegna Terzani – è indossare i panni di una vita che mi appartiene e che sento mia: «Fare una vita, una vita. Una vera vita, una vita in cui sei tu. Una vita in cui ti riconosci». Nella consapevolezza che «niente è permanente in questa vita». E che «l’unica rivoluzione che serve, è quella dentro di te».

Tra i tanti passaggi, ho apprezzato particolarmente il fatto che Terzani abbia fiducia nell’essere umano e affidi il futuro a una «generazione di giovani poeti che aspettano di prendere in mano le sorti del mondo».

Ne La fine è il mio inizio è racchiusa anche una parabola dell’amore vissuto: quello che dura per sempre. L’autore ci consegna un ritratto speciale della moglie, compagna di una vita.

E infine, tra un frammento di Tibet e un abbandono ai piccoli miracoli quotidiani del suo rifugio, c’è l’incanto di fronte al tutto, che dà senso al nostro essere qui: «Onestamente, questo mondo è una meraviglia. E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia…ma che vuoi di più?».

Lezioni di audacia e di umiltà. Lezioni di vita e di stupore.

(Eleonora Rossi)