Paola Sgarzi, autrice dell’immagine in copertina

Paola Sgarzi, autrice dell’immagine in copertina

di Giuseppe Ferrara

È Prima della notte il titolo di questo piccolo acrilico su carta (11,5cm x 17 cm) che fa da copertina al presente numero dell’Ippogrifo. L’autrice è la ferrarese Paola Sgarzi, laureata in Fisica ed ex docente, ora in pensione, presso l’Istituto ITI Copernico-Carpeggiani della nostra città e, last but not least, artista dilettante ( https://www.instagram.com/paola_littleb_/).

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulla sua pagina di presentazione l’artista, usa poche, scelte parole quasi a voler descrivere la sua tavolozza: «C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole». (Giovanni Pascoli, L’aquilone, vv. 1-3)

Sono parole a corredo di un suo quadro che riproduce viole e sono immagini di un grande poeta.

E già in questo inseguirsi tra suono e immagine risuona l’immortale aforisma oraziano, ut pictura poesis, che stringe in un ideale (ma anche pratico) abbraccio la parola poetica e il segno artistico.

Si avverte nelle opere della Sgarzi che quel qualcosa di nuovo è anticamente esistito sulle tavolozze dei suoi amati impressionisti francesi dai quali dilettevolmente l’artista trae segno colore e luce quasi fosse il rumore di fondo (la parola?) di un universo antico/artistico nato improvvisamente e in continua espansione.

 

L’artista nella sua arte dilettevole intuisce bene quello che il professionista ha imparato e cioè che i processi di genesi e di crescita che danno luogo a forme nel mondo sono più importanti delle forme stesse, così quelle pennellate sul piccolo pezzo di carta crescono come alberi e ci fanno vedere come crescono gli alberi e per questo ‘sentiamo’ che intorno sono nate le viole.

Ci soffermiamo sulla parola dilettante perché noi del Gruppo scrittori ne condividiamo l’uso e la funzione: salvo qualche caso di eccezione e, per noi di orgoglio, riferibile a qualche nostro socio vero e proprio professionista dell’Arte poetico-narrativa o pittorica, noi tutti siamo principalmente dilettanti.

Di tutte le parole che nell’uso corrente assumono una connotazione errata, dilettante è forse quella più oltraggiata. «È un dilettante!» afferma con disprezzo l’accademico. «Il suo è un atteggiamento dilettantesco» potrebbe commentare il professionista congelato nelle sue certezze.

Ma chi è davvero il dilettante? Semplicemente colui che si occupa di una scienza, di un’arte o di qualsiasi altro argomento per puro amore, per la passione e la gioia che ne riceve. Per diletto, appunto. Solo per questo si distingue dagli altri, cioè da coloro che si dedicano agli stessi studi e agli stessi interessi per altri scopi.

Immaginiamo che, come accada per molti di noi, Paola Sgarzi operi per diletto e le sue opere ne sono la palese testimonianza producendo a loro volta diletto per chi le guarda.

Paola Sgarzi si avvicina all’arte pittorica da autodidatta, successivamente segue corsi di pittura presso l’Istituto Dosso Dossi di Ferrara con il Maestro Andrea Biscaccianti, approfondendo l’uso della luce e sviluppando un proprio ritmo del tratto e del colore.

 

 

 

L’artista ha sperimentato le diverse tecniche pittoriche: dalla matita alle tempere, dall’acquarello, all’acrilico, all’olio. Paola Sgarzi ama rappresentare paesaggi naturali e urbani, dettagli naturalistici e l’espressione dei volti.

 

 

 

 

 

Nell’ultimo periodo ha partecipato a diverse esposizioni collettive a Firenze, Verona, Nonantola, Belluno e Terranuova Bracciolini (Arezzo).

Durante il periodo di quarantena causato dall’epidemia di Covid-19, un Socio del Gsf ha predisposto una rubrica artigianale chiamata Il verso perso del giorno che consisteva nell’inviare una poesia al giorno ai propri contatti Whatsapp per non perdere, appunto, il ‘verso giusto’ delle cose che l’epidemia stava minacciando.

In questo stesso periodo di quarantena il Socio ha scritto dei versi che si sono, per così dire, fatti compagnia con alcune opere di Paola Sgarzi. Ispirata dalla immagine di copertina è nata la seguente poesia che ci ricorda due cose: innanzitutto che prima di ogni notte c’è stata una sera e poi che ogni aurora è, in fondo, il parto di una notte.

Nuove tiritere

(30/03/2020)

Torneremo a vivere

tra tre settimane o

tra tre secoli: è sicuro.

Si tornerà a vivere

perché nel mese di giugno

ci attendono raffiche di grandine

e ad agosto il ristoro delle ombre

il succo della vite apina per novembre

e le sorprese sotto i piatti di Natale.

Ti assicuro che domani sarà giorno

perché gli uomini continuano

a pulire le strade dove i bambini

canteranno nuove tiritere

senza perdere un solo verso

e neppure una parola.

a costo di ricominciare da zero.

 

Quella luce che si intravede oltre gli alberi cresciuti dai segni di Paola Sgarzi è quella sera.

E oltre la notte ci sarà una nuova aurora.

 

(G. Ferrara, l’Ippogrifo, dicembre 2020)