L’attore-imprenditore che ha creato una città

«Una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni». La citazione di Herb Caen è stata scelta per introdurre Ferrara La Città del Cinema, un progetto unico di formazione cinematografica, produzione, distribuzione, studio e primi passi nel mondo del lavoro (www.ferraralacittadelcinema.it ).

Cofinanziato dal Comune di Ferrara, appoggiato culturalmente dalla Regione Emilia – Romagna e sostenuto dal Mibact, Ministero per i beni e le attività culturali, Ferrara La Città del Cinema è un progetto imprenditoriale ideato per riportare il cinema a Ferrara, culla di cineasti e di straordinari visionari, per dare vita a nuove realtà pedagogiche e preparare le nuove generazioni al professionismo.

La filiera creativa Ferrara La Città del Cinema è prima di tutto una ‘visione’, un’idea ispirata di Stefano Muroni, attore, produttore, scrittore e soprattutto giovane imprenditore della creatività che negli ultimi anni si è fatto conoscere a livello nazionale e apprezzare per i suoi progetti luminosi e la sua capacità di dare forma ai suoi sogni.

 

Nel 2014 Stefano Muroni, 31 anni, ha fondato a Ferrara, con il suo maestro di teatro Massimo Malucelli, il CPA (Centro Preformazione Attoriale), la prima scuola in Italia di teatro e cinema pensata per gli adolescenti, in collaborazione con il Giffoni Film Festival e in partnership con scuole internazionali. L’anno successivo ha ideato la Tenda Summer School, campus estivo incentrato sulla Commedia dell’Arte e lo spettacolo contemporaneo per ragazzi tra i 14 e i 24 anni, con ospiti provenienti da quattro continenti diversi. È del 2019 quindi il taglio del nastro per la Scuola d’Arte Cinematografica Florestano Vancini, con la direzione artistica di Alessio Di Clemente.

 

Una collezione di successi: dal film La notte non fa più paura (2015), dedicato al terremoto dell’Emilia (segnalazione al Nastri d’Argento, selezione ai David di Donatello, in onda su Sky Cinema), alla società di produzione Controluce, fondata insieme alla moglie Valeria Luzi. Oggi Stefano Muroni è uno dei quindici esperti italiani di cinema entrati a far parte della commissione ministeriale Mibact; a luglio il film Oltre la bufera, dedicato alla figura di don Minzoni, è stato trasmesso in prima serata sulla Rai. Nella serata del 27 settembre 2020 era sul palco in Piazza Trento Trieste tra i 12 speaker di TED per Ferrara Age of Change, tra i ‘protagonisti del cambiamento’.

A primavera 2021 sarà presentato il libro Enciclopedia del cinema ferrarese, dedicato ai grandi protagonisti dell’arte cinematografica del nostro territorio; il premio letterario ‘Florestano Vancini’ è giunto alla seconda edizione, con partecipazione di numerosi studenti. Inoltre è l’imminente nascita della prima agenzia cinematografica della città, dal nome ‘Vancini talent’, per la scoperta dei giovani talenti.

Entusiasmanti progetti descritti e documentati nel libro fotografico Ferrara La Città del Cinema, un volume di quasi 400 pagine che illustra la filiera creativa, gli eventi, la sede, le collaborazioni, i numeri e i valori di questa visione.

A siglare il valore di questo libro straordinario basterebbero le tre autorevoli introduzioni di Marco Gulinelli (assessore alla Cultura di Ferrara), di Stefano Bonaccini (presidente della Regione Emilia-Romagna) e di Nicola Borrelli (direttore generale Mibact), senza contare i saluti pervenuti dal Ministro alla Cultura Dario Franceschini e dal Ministro all’Istruzione Lucia Azzolina.

Pagine che cantano la città estense come «terra di cinema e polo attrattivo di numerose produzioni (…) Tanti i registi celebri del passato e del presente che hanno scelto Ferrara come set delle proprie storie, da Michelangelo Antonioni a Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Mario Soldati, Pupi Avati, i fratelli Taviani, Ettore Scola, Ermanno Olmi, solo per citarne alcuni».

Tutte le forze del territorio alleate in una prospettiva di sperimentazione e di crescita: «Ho amato visceralmente gli esperimenti di città nuove – scrive Muroni nel libro –. Noi a Ferrara vogliamo creare qualcosa di nuovo, a misura d’uomo, dove parole come ‘talento’ e ‘meritocrazia’, miscelate con ‘creatività’ e ‘immaginazione’, hanno ancora un valore. Credo che Ferrara La Città del Cinema sia la summa di tutti questi studi e queste esperienze: abbiamo legato i sogni alla preformazione, il localismo all’internazionalità, la formazione ai primi passi nel mondo del lavoro, senza dimenticare la serenità spirituale della collettività, attraverso il cinema per tutti, la cultura cinematografica che tanto fa bene all’animo umano».

Sfogliando il volume si vedono gli scatti veri, i fotogrammi di questa visione: ragazzi che sorridono, abbracci, stages, premi e riconoscimenti, riprese sul set. Persone.

Come è riportato nella citazione conclusiva, a firma Walt Disney: «Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra, ma ci vorranno sempre delle persone perché il sogno diventi realtà».

Il ‘sogno che diventa realtà’ oggi ha un indirizzo: l’ex Mercato ortofrutticolo (Mof ) di Corso Isonzo 137, dedicato dall’amministrazione comunale al progetto Ferrara La Città del Cinema; le chiavi della sede sono state consegnate il 5 settembre scorso nella prestigiosa cornice del Festival del Cinema di Venezia.

Con gli occhi scintillanti d’orgoglio, Muroni ci mostra le sale della nuova scuola sede, nel respiro degli affreschi di Galileo Cattabriga, nelle stanze che accoglieranno prove, riprese, lezioni, seminari.

Quell’edificio in stile razionalista, color pastello, dal profilo metafisico, con la torre che svetta verso il cielo, per il giovane imprenditore è «la fabbrica dei sogni».

 

 

A a chi lo derideva, chi gli ha dato del pazzo o del presuntuoso, Stefano Muroni ha risposto con il sorriso, l’energia, la concentrazione, la perseveranza, i risultati.

Ha creato una città.